Il Significato Inconscio dell'Angoscia

Tradizionalmente i desideri istintuali sono sempre implicati nel generare angoscia. Una tipica angoscia è quella infantile di perdita dell'oggetto, il neonato si sveglia con la sensazione di aver perso il seno, l'oggetto da cui deriva la soddisfazione dei suoi bisogni. Più grande, il bambino può vivere il divieto del padre con un sentimento di angoscia di castrazione, operando la trasformazione di una sua paura inconscia in una minaccia proveniente dalla figura paterna. Quest'ultimo tipo di angoscia si basa sul modello crimine/punizione, in cui il crimine è rappresentato dal desiderio sessuale o aggressivo verso l'oggetto materno ed è contrapposto all'attesa di una punizione.
Un altro modello descritto da Freud individua il trauma come fonte di angoscia. In questo caso i desideri sessuali/aggressivi inconsci rappresentano una minaccia naturale per il sé individuale e l'accumulo di questi eccitamenti di origine interna o anche l'eccesso di stimoli esterni costituiscono un'esperienza di impotenza da parte del soggetto, poiché non è in grado di elaborarli ed affrontarli. Altri autori confutano la teoria della tensione sessuale come causa diretta di angoscia, mentre risulta più chiaro che qualsiasi stimolo, esperito come minaccioso per l'integrità della persona, possa generare angoscia. In questo caso la pulsione istintuale non è causa di angoscia, bensì la sua conseguenza, ad esempio la  perdita del seno materno è temuta per la propria sopravvivenza.
L'angoscia cronica riscontrata in alcuni pazienti non è dunque dovuta alle loro pulsioni istintuali, ma a fattori strutturali che predispongono a mantenere un livello elevato di attivazione del sistema neuro-ormonale. Si parla anche di Io debole e di senso di Sé non intatto, per descrivere caratteristiche personologiche in cui è deficitaria una maturazione individuale. Ciò può essere dovuto a particolari caratteristiche individuali o ad esperienze infantili particolarmente angoscianti. In conseguenza di ciò l'individuo adulto mantiene uno stato di vigilanza elevato e tende ad esperire come minacciose una vasta gamma di situazioni, che per un altro soggetto possono essere invece normalmente affrontate. Pertanto prima o poi una tale persona sarà di fronte ad una situazione che attiva un angoscia intensa. Un senso di pericolo facilmente attivato, per il Sé contribuisce alla creazione di un circolo vizioso nel quale un senso del Sé non intatto rende ancor più suscettibili di reagire con intensa angoscia ad una serie di situazioni. Angoscia che a sua volta intensifica questa sensazione di pericolo per l'Io.

L'angoscia può anche essere determinata da situazioni di pericolo che la psiche avverte allorchè il soggetto tende a comportamenti regressivi che ostacolano un normale processo di crescita e di individuazione personale. Questi processi, operanti in quelle persone che non riescono ad affrontare in maniera efficace le tappe evolutive della loro vita, sono in conflitto con il fisiologico “impulso progressivo alla separazione dalle figure parentali” e con “l'allentamento regressivo dell'identificazione con l'oggetto”. Ad esempio l'agorafobico grave, una persona che ha grande paura di rimanere in uno spazio aperto, non ha solo paura di lasciare la sicurezza relativa rappresentata dalla propria casa, ma anche timore inconscio che i propri desideri regressivi e di fusione con gli oggetti-Sé tenderanno ad attivare un angoscia intensa, proprio perché questi desideri rappresentano delle minacce all'integrità del Sé.
La terapia psicoanalitica aiuta il paziente a dissolvere l'investimento dell'oggetto cattivo attraverso il rapporto con l'investimento buono rappresentato dalla relazione terapeutica. E' probabile che gli effetti benefici della terapia abbiano prevalentemente a che vedere non con l'eliminazione degli insuccessi e delle carenze strutturali, ma con il miglioramento degli effetti prodotti dalle angosce irrealistiche e dai conflitti irrisolti che tipicamente accompagnano qualsiasi insuccesso e carenza della persona.