Il Mito di Narciso

Del mito di Narciso (personaggio della mitologia greca) esistono diverse versioni di cui la più nota è quella riportata nelle Metamorfosi di Ovidio, spesso oggetto di un'analisi di tipo psicologico il cui tema è “l'amore per sé”.
Narciso, concepito dalla ninfa Liriope e dal dio fluviale Cefiso il quale aveva spinto ed imprigionato tra le sue onde la bella Liriope violentandola, è un giovane dal bellissimo aspetto ma che ben presto manifesta la sua superbia ed altezzosità. Narciso fu amato ed ammirato da tanti fin dalla sua nascita e raggiunse il suo più alto splendore all'età di sedici anni. Desiderato da più di una fanciulla e di un fanciullo, fece innamorare anche Eco “quella ninfa canora che non sa tacere se parli, ma nemmeno sa parlare per prima”. Come tutti gli altri fu allontanata in modo arcigno, il dolore la consumò fino a vedere trasformare il proprio corpo in pietra lasciando la voce come unico elemento della sua presenza.
Narciso incurante di questa sua stoltezza continuò ad elargire ingratitudine fino a quando l'ennesimo respinto volse lo sguardo in cielo e levando le braccia pregò: “che possa innamorarsi anche lui e non possedere chi ama!”. La dea di Ramnunte volle accogliere quella giusta preghiera e così Narciso, fermatosi ad una fonte limpida immersa in un folto bosco fresco ed accogliente, si accinse a bere e specchiando il suo volto ne rimase incantato. Osservò minuziosamente quell'immagine a lui riflessa, fermandosi a contemplarla fino ad innamorarsene perdutamente. Tentò e ritentò svariate volte ad immergere le braccia dentro l'acqua provando a possedere quel fanciullo che in lui aveva scaturito quel desiderio irrefrenabile. Ma era invano ogni tentativo.
Trascorse il tempo e finalmente riuscì a prendere coscienza di ciò che egli vedeva e che non avrebbe mai potuto possedere. Rimasto sdraiato a terra e senza mai distogliere lo sguardo da quell'immagine, incurante ormai anche dei suoi bisogni primari, esclamò:
“Io, sono io! L'ho capito, l'immagine mia non m'inganna più! Oh potessi staccarmi dal mio corpo! Ormai il dolore mi toglie le forze, e non mi resta da vivere più di tanto: mi spengo nel fiore degli anni.”