Succede a Scuola: Il Dramma di Marco.

Vi racconto la storia di un bambino che ogni mattina piangeva quando doveva andare a scuola. Marco appena si svegliava cominciava a lamentarsi: “non voglio andare a scuola perché mi prendono in giro! La maestra mi dice sempre che non voglio impegnarmi! Matteo mi prende le matite e allora io lo picchio…”. La mamma era molto preoccupata perché il suo bambino sempre stato allegro e socievole, le maestre la chiamavano in continuazione per dirle che il bambino  picchiava i compagni di classe, non stava fermo, faceva il buffone. Tutte le mattine la mamma gli raccomandava di stare attento e ascoltare le maestre e, in verità, ormai neanche lei andava volentieri a scuola per sentirsi elencare le malefatte del figlio. Uno psicologo aveva affermato che il bambino non voleva crescere, che si trovava bene alla materna, era questo il suo modo di opporsi al cambiamento. A casa si rifiutava di leggere e scrivere. La mamma doveva ricorrere a ricatti, promesse e suppliche per fargli fare i compiti ed alla fine li faceva lei. Alla fine venne etichettato come bambino difficile. Persistendo il problema andarono da un altro psicologo il quale disse che il loro figlio era dislessico, finalmente incominciò un trattamento da un esperto che lo aiutava due o tre volte la settimana. Dopo un anno Marco era notevolmente migliorato e riusciva a stare in classe. Questa è una storia vera come mille altre.
DISLESSIA
La dislessia è un disturbo specifico dell'apprendimento (DSA) che ostacola il normale processo di decodifica dei segni grafici.
I bambini con dislessia fanno molta fatica a leggere perché non riescono a discriminare bene i grafemi (cioè le lettere), che ai loro occhi sono confusi. Questo problema è molto più diffuso di quello che si pensa. Il 3-4% della popolazione scolastica ha difficoltà di apprendimento di letto-scrittura; ciò vuol dire che in una classe di 25 bambini uno è dislessico.
La dislessia è una disabilità dell'apprendimento di origine neurobiologica. Questa difficoltà deriva da un deficit della componente fonologica del linguaggio, con conseguenze secondarie che riguardano la comprensione della lettura, scarsa abilità nella scrittura, difficoltà in matematica e difficoltà ortografiche. Inoltre la ridotta pratica della lettura può impedire la crescita del vocabolario e la conoscenza in generale. Imparare a leggere richiede una specifica dotazione, che è quella del riconoscimento visivo e dell'analisi della parola. I bambini dopo un breve periodo di apprendimento automatizzano tale processo.
Nei bambini dislessici tale processo non diventa automatico, in quanto tutte le volte che leggono le parole non rimangono in memoria ma si perdono, per tale motivo fanno una gran fatica a leggere, manca il riconoscimento visivo. E' importante far presente che tale disturbo non influisce sulle altre abilità cognitive, quindi sono bambini intelligenti. La diagnosi precoce è molto importante per evitare ai piccoli notevoli frustrazioni e sensi di colpa. Fin dall'ultimo anno di scuola materna si può fare una valutazione sui prerequisiti dell'abilità di lettura e di scrittura e se il caso fare un intervento per rafforzare tali competenze, solo in seconda o terza elementare fare una vera e propria diagnosi di dislessia.
Molto spesso succede che i bambini del 1° e 2° ciclo non vengono capiti e inizia per loro un cammino veramente difficile che toglie spensieratezza ed allegria. I bambini diventano difficili e rabbiosi, gli insegnanti ed i parenti non riescono più a contenerli. Di fronte a tale situazione, i genitori pronunciano frasi come queste: “sei pigro”, “devi impegnarti di più”, “sei sempre il solito…”. Da parte loro, i bambini, non riescono a capire bene cosa succede in quanto il loro impegno è notevole e molto faticoso rispetto agli altri e non si sanno spiegare il perché di tutto questo, alla fine si sentiranno demotivati, sfiduciati e depressi. Se la dislessia non viene capita in tempo il loro cammino sarà tracciato da un continuo fallimento e sentimenti di frustrazioni, con una tendenza all'abbandono scolastico. Quindi è importante intervenire attraverso un percorso riabilitativo che migliori il processo di letto-scrittura con esercizi specifici, modifichi il metodo di studio con nuove strategie che miglioreranno il suo senso di efficacia e la sua motivazione, che sono alla base degli apprendimenti. Senso di efficacia e motivazione personale sono due elementi fondamentali che favoriscono l'autostima e la voglia di apprendere con conseguenze sia sul piano comportamentale, sociale ed affettivo.
E' fondamentale che la scuola collabori con i genitori in questo percorso aiutando i bambini a migliorare le loro capacità di apprendimento. Gli insegnanti in classe potrebbero mettere in atto alcuni accorgimenti: trovare le giuste strategie che migliorino l'attenzione e la persistenza sul compito (mappe concettuali, tavole di memoria, sessioni di studio brevi), incrementare le capacità di problem-solving, migliorare i rapporti interpersonali (apprendimento cooperativo), l'utilizzo del computer e della calcolatrice. I genitori dovranno aiutare i loro figli attraverso la riabilitazione per migliorare le capacità di lettura e scrittura, chiedendo l'aiuto di un esperto su i DSA.
I bambini dislessici hanno diritto ad apprendere come gli altri, non sono diversi o incapaci o poco intelligenti apprendono solo in modo differente, ognuno utilizzando le proprie risorse e capacità.