I Segreti dell'Adolescenza

Questo periodo della vita è distinto in fase di latenza (10-11 anni), pubertà (12 o 13 anni fino ai 14-15) e adolescenza (12-22 anni). L’inizio della pubertà è caratterizzato dalle trasformazioni fisiche e biologiche che avvengono nel nostro organismo. Spesso l’individuo non è pronto a subire queste novità, poiché i cambiamenti fisiologici avvengono in anticipo rispetto a quelli emotivi. La velocità dei cambiamenti comporta così un notevole sconvolgimento sul piano psicologico.
Nella trattazione di Freud l’adolescenza rappresenta un periodo di rielaborazione degli istinti sessuali infantili che ha come scopo la cristallizazione dell’identità sessuale, la scelta di un partner e l’integrazione di sensualità e tenerezza a favore dell’espressività sessuale.Più recente è l’attenzione dedicata all’emotività della persona, grazie agli studi di Melanie Klein, che permettono una visione più completa della fisiologia e patologia dell’adolescenza.
Oggi l’adolescenza è considerata una sfida dell’individuo alla risoluzione dei conflitti personali per un sano sviluppo della propria personalità, che inciderà sulla sua vita futura.
Al periodo della pubertà segue l’adolescenza vera e propria che è definibile come una fase di adattamento ai cambiamenti indotti dalla pubertà, il bambino si ritrova da uno stato di dipendenza dagli adulti, alla possibilità di gestire personalmente alcune aree individuali. Viene investito da desideri inaccettabili, aggravati dalla possibilità di realizzarli dato lo sviluppo corporeo e lo stimolo ormonale libidico, realizzando un vortice di sentimenti che provocano malessere e senso di confusione. Il percorso ha lo scopo di trovare un nuovo Sé nel mondo e comporta diversi anni di tumulto psichico e sociale, che nei casi più disturbati si attua attraverso l’elaborazione di meccanismi di difesa e di adattamento.

Il soggetto può allora essere il “bravo ragazzo”, che interpreta la parte di uno pseudoadulto, che si conforma al mondo dei grandi, oppure al contrario il “cattivo ragazzo”, il teppista, il drogato, che minaccia il suicidio. L’ansietà sessuale, rafforzata dai complessi edipici, spinge i giovani a frequentare soggetti dello stesso sesso. L’attrazione omosessuale in questa fase, in genere, è solo un tentativo di esplorazione e non è indice di alcuna inclinazione. L’adolescente vive sentimenti di ostilità parentali che determinano un progressivo distacco dai genitori. Ciò dipende da vari fattori, ma il più importante è il timore inconscio che l’intimità prolungata impedisca il superamento dei desideri edipici.
In effetti l’adolescenza ha lo scopo di formare un soggetto adulto, per cui il bambino si troverà a negoziare per tanti anni le sue parti di bambino con le parti adulte, la sua vita in famiglia e la sua vita nella società alla ricerca di una propria identità, che lo caratterizzerà tutta la vita. Si troverà ad affrontare successi ed insuccessi, a gestire le separazioni, le perdite, le scelte personali. Dall’instabilità tipica dell’adolescenza dopo questo difficile percorso raggiungerà la stabilità dell’adulto, attraverso una ristrutturazione della personalità che organizza un Sé più coerente ed integrato.
Alcuni ragazzi, che non hanno superato correttamente le loro tappe maturative, investiti da questo turbinio di emozioni, reagiscono attraverso processi di non-pensiero al fine di sottrarsi al confronto con i loro sentimenti. Si tratta di un meccanismo di difesa messo in atto per proteggere il Sé da stati sentiti come logoranti, confusivi. Evitando il pensiero il ragazzo ha l’impulso all’azione, spesso trova la forza di azioni disdicevoli muovendosi in bande, oppure tende a trasformare i propri conflitti in malattia, somatizzando, assumendo droghe, alcool o sostanze illecite. In questa fase l’altro da Sé viene vissuto in maniera scissa o come completamente buono o completamente cattivo, senza possibilità di integrazione.
 
Un altro modo per evadere dall’ansietà è divenire pseudomaturi, il ragazzo si protegge dai conflitti inconsci, sfruttando le sue doti ed acquisendo informazioni culturali, tutto proteso verso l’intellettualizzazione per sottrarsi all’intimità. Una personalità più introversa invece può reagire negandosi agli altri e vivere in uno stato di solitudine e depressione, con la sensazione di essere diversi da tutti gli altri nel senso negativo del termine.
 
Esistono tuttavia dei processi utili nel superamento dei vari conflitti, il meccanismo della proiezione fa sì che il giovane possa sbarazzarsi dei sentimenti spiacevoli, attribuendoli agli altri. Se tale meccanismo non diventa così estremo da non riconoscere la realtà, attraverso il fenomeno della reintroiezione è possibile saggiare la propria personalità. Ciò è molto tipico nelle dinamiche che si instaurano nei gruppi giovanili, in cui il riconoscimento nell’altro di sentimenti propri permette una pausa di riflessione in cui vi è la serenità di potere condividere questi sentimenti all’interno del gruppo. Nella fase successiva di reintroiezione ha luogo l’esplorazione e l’integrazione del proprio Sé. I frequenti cambiamenti degli adolescenti nello stile dell’abbigliamento, in fatto di gusti musicali indica questa incertezza identificativa, ovvero il bisogno di essere qualcun altro per scoprire cosa è più affine a se stesso.
 
Il gruppo finisce per esercitare una funzione contenitiva importante, specialmente se è venuto a mancare il contenimento familiare, il ragazzo esperisce diversi aspetti della sua personalità attraverso la vita di gruppo ed i meccanismi proiettivi. L’insaziabile desiderio di entrare in contatto con gli altri, attraverso i mezzi più disparati (telefono, sms, mail, chat), riconosce il bisogno di comunicare i propri sentimenti e verificare le reazioni degli altri, collaudando diverse “versioni” di se stesso. Quando i sentimenti sono particolarmente intensi, i gruppi si trasformano in vere comunioni tribali, ostili ai genitori e agli altri gruppi. Siamo ancora lontani dal bisogno di intimità di coppia degli anni a venire. Il gruppo rappresenta un contenitore in grado di permettere di gestire queste profonde crisi di identità, che a livello individuale generano angoscia. Il ragazzo maschera la sua ansietà con le gioie ed i problemi quotidiani dell’appartenenza al gruppo.
 
Tuttavia l’insieme di individui con particolari caratteristiche può costituire il gruppo banda, in cui l’obiettivo comune è rappresentato da azioni delinquenziali. Questi gruppi gestiscono le loro inquietudini esercitando l’evacuazione attraverso l’azione, piuttosto che attraverso il pensiero. I ragazzi vanno così alla ricerca di una gratificazione sessuale illecita, piuttosto che verso la lealtà e l’impegno, verso  la sottrazione alle responsabilità anziché assumerle, verso l’identificazione con gli stati infantili, invece di contenerli da una posizione più simile ad un adulto. L’energia derivata dalla loro libido e dalla conflittualità interna viene veicolata in atti di vandalismo o propriamente criminali.
 
I ragazzi che intraprendono il giusto percorso, saranno adulti maturi e responsabili. Il successo dell’adolescenza consiste nel passaggio da uno stato mentale egocentrico e narcisista verso il raggiungimento di un autentico interesse verso i sentimenti altrui, verso uno stato mentale maggiormente “legato all’oggetto”.