RELAZIONI PERICOLOSE

E’ riconosciuto che le coppie sposate possono vantare una migliore salute fisica rispetto ai single, inclusa una migliore salute cardiovascolare ed una migliore ripresa se avviene un evento cardiaco.

Da questo punto di vista il rischio Cardiovascolare offre un modello per stimare la qualità di una relazione. Meno noto se il vantaggio in termini di salute è uguale per l’uomo e per la donna, in quanto alcuni studi hanno riportato un maggior effetto per il sesso femminile, mentre altri per il maschile. Lo stare insieme, armonicamente, favorisce una buona alimentazione, migliora l’umore del singolo individuo ed aumenta la probabilità di ricorrere ad accertamenti e cure mediche in caso di malessere.

D'altronde la presenza in uno dei partner di una malattia cronica fisica o psichica che invalida socialmente, purtroppo può comportare una minore felicità coniugale. Coppie sane, con un favorevole atteggiamento psicosociale ed una buona intesa sessuale, vantano invece un migliore stato di benessere matrimoniale, dunque anche personale. Con l’avanzare dell’età può esserci una minore propensione alla ricerca della sessualità, queste coppie lamentano un elevato livello di insoddisfazione coniugale con maggiore probabilità di interazioni negative tra partner.

Uno studio condotto in Pennsylvania, paragonando donne con livelli di benessere matrimoniale elevati e bassi, ha trovato che le donne meno fortunate avevano elevati livelli di colesterolo LDL e trigliceridi, noti fattori cardiovascolari. In un altro studio donne con buon supporto relazionale della coppia mostravano livelli di proteina C reattiva (PCR) più bassi, la PCR è un marker infiammatorio che predice il rischio cardiovascolare.

In uno studio, pubblicato in Annals of Behavioural Medicine, le coppie con un matrimonio od una relazione felici avevano valori di Pressione Arteriosa più bassi, rispetto ai single. Ma ciò dipendeva sopratutto dal tipo di relazione intercorsa, infatti persone che vivevano una relazione insoddisfacente presentavo gli stessi livelli pressori delle popolazioni di single.

Dunque se il matrimonio è associato a un buono stato di salute, questo non è vero per tutte le relazioni matrimoniali. Se il supporto reciproco provoca un vantaggio, lo stress di un’esistenza coniugale insoddisfacente agisce in modo opposto. Una differenza sostanziale è stata recentemente osservata in uno studio di Hui Liu e Linda Waite, del dipartimento di Sociologia in Michigan, soprattutto nelle persone più anziane: le donne sono più inclini a dare supporto quando l’uomo si ammala, pertanto una donna che ha necessità di cure in genere tende a gestirsi da sola. Ciò è venuto fuori valutando i dati relativi all’insorgenza e al buon trattamento dell’ipertensione arteriosa, i maschi ipertesi attraverso le attenzioni delle mogli sembrano curarsi meglio e ciò contribuisce a diminuire il loro rischio cardiovascolare. Inoltre la moglie che è mentalmente più propensa al ruolo di accuditrice, cerca di evitare motivi di conflitto coniugale. In questo studio per le donne l’ipertensione in trattamento farmacologico e l’elevata PCR erano invece correlate con un declino della qualità della relazione coniugale. Analogamente una cattiva qualità della relazione  aumentava il rischio di ipertensione arteriosa, specialmente nelle donne più anziane. Ciò può avere a che vedere, secondo gli autori, con la minore predisposizione maschile ad offrire supporto alla propria sposa ammalata. Con uguale attesa i mariti meno frequentemente adottano iniziative per mantenere una buona relazione di coppia.

L’intimità tra due persone nel corso di una vita, il dare e ricevere amore sono componenti importanti del ruolo coniugale, questi obiettivi sono spesso raggiunti attraverso i rapporti sessuali e le attenzioni reciproche nella vita quotidiana. Se lo stare bene insieme produce vantaggi per entrambi i partner, la maggiore consapevolezza di questo può favorire l’evitamento di motivi di interazioni negative e la ricerca invece di attenzioni da offrire alla propria metà.