La Specializzazione Emisferica

L’ipotesi di un’asimmetria funzionale degli emisferi cerebrali fu per prima suffragata da Broca che nel 1861 identificò l’area della parola nell’emisfero sinistro. In quel periodo il tema del doppio venne assimilato nella cultura generale e Stevenson nel 1886 scrisse Dr. Jekyll and Mr Hyde, che sottolineava la duplice essenza, una “primitiva” l’altra “educata”, insita in ogni individuo dovuta alla differente specializzazione degli emisferi. Oggi il concetto di dominanza emisferica sinistra è stato superato, mentre è noto che i due emisferi hanno funzioni differenti e strettamente integrate.
 
 
L’emisfero destro avrebbe importanza nell’elaborazione delle informazioni socio-emozionali, infatti esso è maggiormente connesso con le strutture del sistema limbico e controlla bilateralmente il sistema nervoso simpatico. L’emisfero destro svolge tutte le funzioni relative alla percezione ed all’estrinsecazione delle emozioni attraverso i gesti e le parole: espressioni emotive del viso, prosodia che regola tono, altezza, timbro, intensità della voce, abilità musicale. Esso possiede maggior abilità nei compiti visuo-spaziali, nell’orientare il corpo nello spazio e nell’elaborazione delle sensazioni somatosensoriali per la costruzione dell’immagine corporea.
 
L’emisfero sinistro invece assolve funzioni relative al linguaggio, in particolare nell’uso della semantica, della grammatica, nel ragionamento analitico, nella risoluzione di problemi, nella capacità interpretative. Inoltre comanda i fini movimenti delle mani, delle dita e delle braccia e dei muscoli della cavità orale che sono utili ad articolare la parola.
 
 
La teoria dell’interprete
 
Numerosi esperimenti effettuati su pazienti split brain hanno mostrato che tra le funzioni dell’emisfero sinistro vi quella dell’interpretazione. L’essere umano elabora i dati di realtà e giunge comunque ad una spiegazione razionale, sfiorando anche l’illusione della logica allorché la realtà non è facilmente deducibile. Un famoso esperimento è quello della zampa di gallina eseguito con una paziente che aveva subito un intervento chirurgico che aveva comportato la separazione anatomica degli emisferi. All’emisfero sinistro è stata presentata rapidamente l’immagine di una zampa di gallina e contemporaneamente a quello destro quella di una nevicata. Poi i ricercatori hanno mostrano alcune illustrazioni, separatamente per ogni occhio, chiedendo di indicare la figura che avesse attinenza con l’immagine vista dallo stesso lato. La paziente con il dito indice mostra una gallina ed una pala per la neve. Alla richiesta della motivazione verbale della sua scelta la paziente esclama: “Ah, è facile. La zampa di gallina và con la gallina e ci vuole una pala per pulire il pollaio”. (Gazzaniga)
 
L’emisfero sinistro, isolato dalle informazioni provenienti dal gemello controlaterale, ha costruito una teoria sulle azioni del corpo, motivando la scelta adeguata messa appunto dal “muto” emisfero destro.
 
L’emisfero sinistro sembra dunque aderire ad una necessità dell’uomo: dare una spiegazione a tutto. La razionalizzazione, l’interpretazione consentono di vivere con una sensazione di coerenza interna che si rivela indispensabile ed è alla base dei sistemi di credenza individuale.
 
Anche Wilfred R. Bion riconosce questa tendenza, utile all’uomo comune, possibilmente dannosa per uno psicoanalista. Egli crede che quest’ultimo debba avere una capacità negativa di pensare, che consisterebbe nel non lasciarsi tentare subito all’interpretazione, poiché più facilmente questa può essere fuorviante. L’analista deve avere la capacità di sostare nell’incertezza. La voglia di spiegazione ed il conseguente ordine logico eliminano il disagio psichico e permettono di provare un sentimento di sollievo, ma possono essere lontano dalla verità e per questo sono pericolosi per l’analista.
 
Bion evidenzia come la ricerca di spiegazioni nell’analista aumenti ad opera della pressione esercitata dal paziente. La capacità negativa è il presupposto perché, grazie al meccanismo di oscillazione tra PS ßà D (PS: polo della confusione caotica, del vuoto schizoparanoide, D: Polo della sicurezza), egli permetta l’emergere spontaneo di una configurazione dotata di senso, l’interpretazione. Questa non è l’elaborazione di un pensiero, ma la trasformazione di un’emozione che si può vivere nell’insight. L’insight precede l’atto interpretativo.
Il paziente invece può trovare rifugio nelle sue spiegazioni della realtà, proteggendosi dalla verità e dai sentimenti dolorosi che questa potrebbe portare. In termini bioniani le bugie sono pensieri che occupano il posto della “non cosa”, laddove si poteva sviluppare il pensiero vero. Tali pensieri-bugia possono portare a comunicazioni – K, che impediscono la conoscenza di K e allontanano dalla verità. In fondo queste asserzioni sono espressioni di resistenza (Bion 1970).
 
Tornando alla funzione dell’emisfero destro. L’emisfero destro partecipa in maniera primaria all’elaborazione delle emozioni, della percezione del contesto nel quale essi si producono. Riveste un ruolo preminente nelle relazioni sociali e sentimentali. Mentre da tempo è nota la dominanza dell’emisfero sinistro per il linguaggio, è stata più recentemente riconosciuto il ruolo del destro per la pragmatica, dunque per l’uso dell’enunciato, per il significato della frase nel contesto in cui è emessa, per l’intenzione del parlante. Secondo Chiron l’emisfero destro matura prima del sinistro, nei primi tre mesi le espressioni vocali sono sotto l’influenza delle strutture sottocorticali del sistema limbico. Ma dai 3-4 mesi la corteccia orbito-frontale, soprattutto a destra, inizia a maturare ottenendo un controllo sul sistema limbico. Le prime vocalizzazioni sono collegati a specifici stati emotivi, che sono elaborati ed efficientemente soddisfatte dalla madre. Il bambino procederà al suo sviluppo emotivo, grazie all’introiettata capacità di contenere di origine materna. Egli potrà così utilizzare la sua prima forma di comunicazione, l’identificazione proiettiva, in modo consono alla relazione, ossia tenendo conto dell’altro.
 
Antonio Damasio in L’errore di Cartesio espone interessanti casi clinici di pazienti con lesioni prefrontali dell’emisfero destro che pur non riportando danni cognitivi evidenti dimostravano una personalità diversa ed un deficit della capacità decisionale, combinato con una piattezza di emozioni e sentimenti. Secondo Damasio l’uomo attraverso le funzioni dell’emisfero destro ha la capacità di memorizzare determinate immagini di contesti o situazioni personali, tramite le sensazioni corporee provate. Tale meccanismo è importante nel processo decisionale perché limita le alternative su cui applicare il ragionamento. All’inizio la sopravvivenza dell’individuo è legata a disposizione innate, conservate nella memoria limbica. Durante lo sviluppo, la mente categorizza i fenomeni e le situazioni, così ché successivamente la corteccia prefrontale può sostituire alle risposte automatiche un processo decisionale basato sull’esperienza pregressa. Damasio afferma che la trasformazione delle sensazioni somatiche in immagini fa parte della prima funzione del sé, il proto-sé, che opera a livello strettamente corporeo e marchia le sensazioni come nostre. In Bion gli avvenimenti emotivi producono pensieri, che egli chiama elementi alfa, l’unione dei quali da origine a catene di senso più lunghe dette miti e sogni.